Neria De Giovanni, scrittrice e saggista, Presidente dell'Ass. Internazionale Critici Letterari, intervista Laila Cresta:

 

1.     E' uscita una sua "Grammatica" per scrittori esordienti, davvero i nostri scrittori sono tanto sgrammaticati?

 

2.      Qual è l'errore più comune?

 

3.      Ci sono regioni "virtuose" e regioni più sgrammaticate?

 

4.      In che rapporto sta la scrittura dell'italiano d'oggi con le lingue regionali?

 

5.      A chi consiglia il suo manuale?

 

 

1.      L’italiano è la più ricca delle lingue occidentali e la grammatica che dovrebbe disciplinarla non può che essere altrettanto ricca. È complesso davvero l’italiano, lo è nell’uso dei verbi, lo è nel lessico, lo è nelle sfumature di significato che questa ricchezza rende possibile. E lo è nell’ortografia! È facile farsi venire dei dubbi, quando la grammatica non è il proprio mestiere, come lo è per me che sono Maestra da 40 anni. Alle difficoltà oggettive poi, ai nostri giorni si aggiungono quelle “sociali”. La scuola dell’obbligo c’è da più di cinquant’anni, ma non funziona più. Le classi superano di nuovo i trenta bambini come all’epoca di mia nonna, ma non possiamo più insegnare a domanda/risposta come faceva il vecchio Catechismo, come insegnavano ai tempi suoi. E in ognuna di queste classi i problemi sono tali e tanti, sia di lingua che comportamentali e/o intellettivi, che le maestre e i professori della “secondaria di primo grado” si concentrano sulla comunicazione e la socializzazione, trascurando la grammatica. All’Università, i professori cercano disperatamente di non abbassare il livello del proprio insegnamento, ma ci sono dei ragazzi che non sanno cosa sia un “sostantivo”… Poi quando vogliono scrivere entrano in crisi.

 

2.      Sembrerà strano, ma gli errori più comuni riguardano l’ortografia, e l’uso dei pronomi.

 

3.      C’è gente almeno istruita e gente che non lo è in tutte le regioni, certo però che è più difficile per chi parla un dialetto abbastanza comprensibile, e pensa che tutti lo capiscano. Tra l’altro, si tratta di dialetti che “confondono le acque”, troppo vicini all’italiano, ma non abbastanza, in realtà.

 

4.      Terribile, il rapporto fra l’italiano regionale e l’italiano ufficiale. Io mi sono stancata di sforzarmi di capire quello che leggo o che ascolto a causa della lingua che viene usata, di mantenere desto un alto livello di attenzione per un contenuto che non vale la pena. Le parole dialettali o i modi di dire del dialetto penso dovrebbero essere come citazioni in lingua straniera, virgolettate o in corsivo, e spiegate. È quello che mi sono sforzata di fare nei miei romanzi, per lo più di ambientazione genovese, o comunque ligure.

 

5.      Il mio manuale di grammatica è per tutti. Per ogni dubbio li possa cogliere. È un e-book: non c'è neanche il problema del costo! 

LA GRAMMATICA                   FONDAMENTALE

Sì, la grammatica è fondamentale: permette di usare la nostra lingua al meglio e la rende più bella. Nonostante il periodo difficile che stiamo attraversando, non possiamo rinunciare non solo alla chiarezza, ma neppure alla bellezza, anche se la nostra lingua è troppo complessa, perché sia semplice usarla in modo chiaro, preciso, esaustivo. E piacevole.

Questo è solo un manuale, un manuale per tutti: ecco perché la scelta di un e-book che costa meno di due euro! 

E' un testo semplice, lineare, chiaro e, per molti versi, illuminante: non è degno di persone intelligenti rifiutare quello che non conoscono, e neppure accettarlo senza sapere perché.

No, non mi sono convertita all'e-book, ma non sono neanche luddista. Non ho proprio niente contro la tecnologia che ci rende più facile la vita: soprattutto, non ho niente "a priori". Se l'ebook è un testo di consumo, cosa vi è di meglio per un manuale? Manuale che tra l'altro non può essere un libro troppo costoso, o non si diffonderà. Meglio l'e-book, allora.

Questo testo è un manuale pensato per gli adulti che ormai la scuola se la sono lasciata alle spalle, per gli adulti che amano la "bella scrittura", la scrittura corretta, elegante. Per tutti coloro che vogliono sapere di più, capire di più. Accenti, apostrofi, modi verbali: tutto un "Piccolo Popolo" di parole che, a non rispettarle, sembrano offendersi come i loro confratelli d'Irlanda, e come quelli possono diventare confusionarie, possono alterare il proprio senso e indurire il proprio suono senza che il contenuto lo richieda. Così, per dispetto!  Eppure, la nostra lingua è così bella. Non dolce come quella francese, non dura come quella inglese, non volgare come... Lasciamo perdere. E' Una lingua che, a usarla bene, si presta all'invettiva, al murmure dello spirito, al racconto piano e sereno, all'umorismo per bambini e per adulti, alla severità della legge.

Non è stato semplice fare questo testo per chi, come me, parla ai bambini da tanti anni. Non volevo fare un testo per bambini. Non volevo neanche fare un testo parascolastico, per ingolfare ancor più la testa di chi ha lavorato (o studiato) tutto il giorno, e quando è a casa ha voglia di distrarsi, di "quetare", come si dice a Genova perdendo la "i". Volevo fare un testo piacevole, che si prestasse a una lettura che fosse amena ma che riuscisse anche ad arrivare dove la scuola s'è arenata. Il lusinghiero successo di questo e-book mi fa sperare di essermi avvicinata al mio intento.

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