HAIKU-PASSIONE

La mia è una passione ultradecennale. Rispetto alla media, ho avuto due vantaggi in più, nel cercare di conoscere questa forma poetica. Il primo è il mio maestro, "Sugawara Michizane", un nipponista che viene da Cà Foscari, Università di Venezia. Il secondo vantaggio è l'essermi occupata di haiku per Writers Magazine Italia fin dal mitico numero 0. Questo manuale raccoglie anche tutti questi anni di ricerche e di riflessioni, ampliando il manuale "Haikumania".

Direi però che sarebbe corretto aggiungere un terzo vantaggio: la passione. Io amo follemente la poesia, e amo quindi anche gli haiku, questa forma poetica nata in kanji dall'altra parte della Terra, e quindi profondamente affascinante e profondamente aliena. Una forma poetica sottovalutata nella sua complessità, a causa della sua semplicità formale: chi non riesce a fare un insieme di tre versi da 5, 7 e 5 sillabe? Neanche I bambini!

Ma NON sono haiku. L'haiku, dono degli dei non meno che dono agli dei, dovrebbe nascere spontaneamente, in 17 sillabe, senza neppure bisogno di contarle. I giapponesi chiamano "aijin" quelli che fanno haiku troppo meditati, contando le sillabe, haiku che quindi non sono e non possono essere doni DEGLI dei, e quindi neanche dono AGLI dei.

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