LAILA E LA POESIA

Quando ero bambina io, si studiavano moltissime poesie a scuola, e mia mamma mi insegnava anche quelle che aveva studiato lei. Già allora, credo, la poesia era per me la sorellina piccola della musica, e la musica (nonna era parmigiana) era LA MUSICA.

Interrogata sulle poesie da memorizzare (ma la maestra Casini ce ne chiedeva anche la spiegazione e il significato delle parole) non prendevo mai meno di 10 lode, perché mi piaceva recitare poesie, e inventarle. Anche alle superiori prendevo 8 e 9, in letteratura. Adoravo commentare la poesia, parafrasarla, farne la versione in prosa. In quegli anni, avevo già una biblioteca di poesia niente male, che spaziava tra i secoli e i continenti. Alla base della mia biblioteca c'era un libro di epica delle medie che non si usa più da molti anni: "IL RISVEGLIO EPICO", di Gianni, Galleno, Desiderio. "E' troppo difficile", mi ha detto, quando già insegnavo, una prof della "secondaria di primo grado", parlando di questo testo splendido. In esso c'era di tutto: la "Bibbia", con le origini mediorentali della cultura europea; il "Cantico della Schiera di Igor" che mi portò alla musica di Borodin; un poema sorridente, l'"Orlando Furioso", che era un vero pezzo musicale, e quello più "serio", "L'Orlando Innamorato", di un altro poeta che poi scoprii essere anche una persona splendida; la Secchia Rapita e la Gerusalemme Liberata; i canti dei pigmei (dei Nku); Sitting Bull che si difende al processo sferzando i "visi pallidi"; capo Orso In Piedi con la culla ornata di perline; i canti partigiani e le poesie dei bambini di Terezin, dove non vivevano le farfalle... Un'antologia di bocconcini molto ben scelti, prelibati, che mi spingevano a procurarmi il testo completo, e a leggerlo. 

Oggi, l'amore per la poesia mi spinge a continuare a scriverne e a leggerne, a recensire quella degli altri e a organizzare tutti gli anni un concorso che è diventato prestigioso: IL CONCORSO INTERNAZIONALE DI POESIA OCC. E HAIKU DI GENOVA. Tutti gli anni, dalla sua seconda edizione nel 2012, dal concorso nasce anche un'antologia delle opere premiate. Nel 2015, alle poesie si sono aggiunti I RACCONTI DI ERATO, le short story (scusate: non "short stories"! La grammatica italiana non ammette che si faccia il plurale delle parole straniere sparse in un contesto nostrano. E' chi non lo sa che cerca di fare il plurale anche dei nomi giapponesi come haiku, che plurale non ne hanno!)