Laila a sette anni: è l'ultimo giorno di un anno scolastico, il primo, che fu orribile. Ero disgrafica. Non so se la parola esistesse già, a quei tempi, ma certo la mia maestra di allora non l'aveva mai sentita: io ero deficiente, e stop. Non si accorse  mai, la signora, che io leggevo come un adulto. Già in quell'autunno, scrissi la prima poesia. Avevo cambiato maestra e addirittura città: avevo lasciato la mia meravigliosa Sestri Levante per chiudermi in casa, a Genova. Ero molto infelice: mi consolò la scuola.  La maestra Casini ci urlava e ci scapaccionava e ci adorava, e noi adoravamo lei. Allora si studiavano moltissime poesie a scuola, e mia mamma mi insegnava anche quelle che aveva studiato lei. Già allora, credo, la poesia era per me la sorellina piccola della musica, e la musica (nonna era parmigiana) era LA MUSICA.

Interrogata sulle poesie da memorizzare (ma la maestra Casini ce ne chiedeva anche la spiegazione) non prendevo mai meno di 10 lode, perché mi piaceva recitare poesie, e inventarle. Anche alle superiori il voto normale di letteratura era il massimo che la prof dava: un 9. Adoravo commentare la poesia, parafrasarla, farne la versione in prosa. In quegli anni, avevo già una biblioteca di poesia niente male, che spaziava tra i secoli e i continenti. Alla base della mia biblioteca c'era un libro di epica delle medie che non si usa più da molti anni: "IL RISVEGLIO EPICO", di Gianni, Galleno, Desiderio. "E' troppo difficile", mi ha detto una prof delle "secondaria di primo grado", parlando di questo testo splendido. In esso c'era di tutto: la Bibbia, con le origini mediorentali della cultura europea; il Cantico della Schiera di Igor che mi portò alla musica di Borodin; l' "Orlando" sorridente che era un vero pezzo musicale e quello "serio" di un poeta che scopersi essere una persona splendida; la Secchia Rapita e la Gerusalemme Liberata; i canti dei pigmei (dei Nku); Sitting Bull che si difende al processo sferzando i "visi pallidi" con parole di fuoco; capo Orso In Piedi con la culla ornata di perline; i canti partigiani che cantava anche mio papà; le poesie dei bambini di Terezin, dove non vivevano le farfalle... Bocconcini molto ben scelti, prelibati, che mi spingevano a procurarmi il testo completo, e a leggerlo. 

Oggi, l'amore per la poesia mi spinge a continuare a scriverne e a leggerne, a recensire quella degli altri e a organizzare tutti gli anni un concorso che è diventato prestigioso: IL CONCORSO INTERNAZIONALE DI POESIA OCC. E HAIKU DI GENOVA. Tutti gli anni, dalla sua seconda edizione nel 2012, dal concorso nasce anche un'antologia delle opere premiate. Nel 2015 si sono aggiunte alle poesie I RACCONTI DI ERATO, le short story.