PASSIONE HAIKU

E PASSIONE POESIA:

SILLOGI E SAGGI DI LAILA

Un'Erato "nostra", nata nel XXI secolo in Italia, non può non essere capace di rappresentare tutti i poeti, di ogni nazionalità e di ogni specializzazione: non importa se siano autori di versi liberi o di canzoni petrarchesche, di ballate o di canso, di epigrammi o di haiku. 

La prima cosa che mi ha colpito, nei poeti orientali, è stato il loro non aver dimenticato la loro storia letteraria. Così, le poesie di Mao Zedong, nel XX secolo, hanno una forma sostanzialmente affine a quella di Po Chu I, dinastia T'ang. Noi, la nostra storia poetica l'abbiamo dimenticata. Chissà perché, la consideriamo obsoleta, quando è solo un po' più complessa rispetto al livello attuale degli studi... Per questo, scrivendo "SCRIVERE POESIA" (Delos Books) mi sono divertita a illustrarla con componimenti miei, fatti ad hoc, dall'ottava rima dei "cantari" alle canzoni di tipo petrarchesco, dalla canso alla Arnaut Daniel all'epigramma  sul tipo di Marziale, dalla ballata al sonetto. E' veramente divertente, e quante scoperte si fanno, su sé stessi e sull'espressività della nostra lingua, sperimentando in questo modo!

La mia passione per la poesia ha origine nella prima infanzia, nella passione per la poesia di mia mamma, che mi recitava e mi leggeva quelle che amava di più, e anche quelle contenute in libretti illustrati con storie raccontate in versi ottonari, come un'ottava rima semplificata. Poi, la poesia l'ho letta anche da sola, e allora ho scoperto l'haiku.

La passione della poesia è collegata a quella per la musica. A un poeta "vero" è il ritmo del verso che dice il numero di sillabe di cui è formato. Nella nostra lingua, l'endecasillabo "canta" sempre armonioso (secondo Saba, si tratta di un verso "connaturato" alla lingua italiana), mentre in una lingua di parole tronche come il francese la miglior "resa" viene da un verso di 10 sillabe. In giapponese invece, troviamo l'haiku, che consiste di 17 sillabe...

Sì, per me, la poesia è la "sorellina piccola" della musica e ne ricerco la musica: gli "stridor di denti" sono poesia solo quando questo "stridore" è funzionale alla comprensione del testo, funzionale al desiderio di veicolarne emozioni e sentimenti.