Da: Giambattista Vico, “La Scienza Nuova”, ed. Bompiani 2012

 “La Scienza Nuova”, libro III

“Principi di questa scienza per la parte delle lingue” (ed. 1725)

XXXIV [CAPO XXXVI]

 Della terza parte delle locuzion poetica, che è di parlari contenuti

 

 "Mentre si formano le due parti principali della lingua poetica, l’una di caratteri divini, l’altra di caratteri eroici, s’andò formando frattanto la terza parte, di parlari convenuti, come se n’andavano formando le voci. Il cui corpo tutto si compone di metafore attuose [non imitative], immagini vive, somiglianze evidenti, comparazioni acconce, espressioni per gli effetti o per le cagioni [metonimie], per le parti o per gl’interi [sineddochi], circonlocuzioni minute, aggiunti [epiteti] individuanti e di propi episodi [digressioni]: che sono tutte maniere nate per farsi intendere chi ignora appellar le cose con voci propie o parla con altrui con cui non ha voci convenute per farsi intendere. Oltrecché, gli episodi sono propri delle donnicciuole e de’ contadini, che non sanno trascegliere [discernere] il proprio delle lor bisogna e tralasciare ciò che non appartenga al loro proposito. Ma le frequenti ellissi, o sieno parlari difettuosi, i pleonasmi o parlari  soverchi, le onomatopee o imitazioni di voci o suoni, gli accorciamenti [le aferesi, le sincopi, e gli apocopi] delle voci che ancora si usano nella poesia italiana, le parole congiunte che si osservano frequentissime nella lingua tedesca, a chi vi rifletta ben sopra, sembreranno tutte maniere propie dell’infanzia delle lingue: siccome i parlari antichi, di che si servono i poeti, certamente in lingua latina  è lecito rincontrargli co’ parlari usati nelle commedie e nelle formole solenni e nelle leggi antiche, che senza dubbio dovettero esser presi da mezzo a essa latina favella volgare. Il parlare contorto egli è naturale effetto di chi non sappia o sia impedito spiegarsi tutto, come si può osservare negl’irati e rispettosi, che proferiscono il retto e l’obliquo [il nominativo e i casi indiretti], che loro appartiene e tacciono i verbi (…)" (N. B. : Gli "irati" e i "rispettosi" sono quelli che parlano in preda all'ira o all'imbarazzo. Le parentesi quadre sono di Laila).