D'AMORE E DI SOGNO

I ROMANZI

Un giorno, ero sul bus, con una masnada di ragazzini come me, tanti anni fa. Abbiamo scherzato, fatto gli stupidi, ma erano gli anni "caldi", e noi eravamo sostanzialmente molto seri. Così ci siamo messi a parlare dei problemi della scuola (non "di" scuola, "della" scuola"), del Vietnam, dei colonnelli greci...  Un uomo che era poco lontano da noi, ci ha detto: "Ma basta parlare di queste cose, ragazzi! Siete troppo seri! Giocate, divertitevi!".

Adesso lo capisco. Aveva torto, ma non dal suo punto di vista di persona non più giovane. I ragazzi si riprendono subito dai sentimenti negativi, se hanno una famiglia che li sostiene. Per quelli che non sono più ragazzi, il discorso è diverso. 

A me, come a tanti, non piace il mondo di oggi. Non ci sono più i sogni.

 

Così, scrivo per sognare,

e per far sognare.

 

Senza però dimenticare come sono e chi sono

le brave persone.

 

M'hanno detto che anche i miei delinquenti siano fondamentalmente delle brave persone. Può darsi. E può darsi di no. Forse non abbiamo più la capacità di rendersi conto di chi siano, le brave persone. 

I miei ragazzi sono brave persone, che devono spesso lottare con chi brava persona non è. Si amano, e questo li aiuta a risolvere i loro problemi.

 

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